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MODELLO ORGANIZZATIVO (D.LGS. 231/01)
Reati Salute e Sicurezza (ART. 30 D.LGS. 81/2008)

Il DLgs 81/2008 "Testo Unico Sicurezza" recependo la legge 123/07 estende le Responsabilità in materia di Sicurezza sul Lavoro in caso di lesioni gravi (>40gg) o infortuni mortali e in mancanza di Modello Organizzativo, alla stessa Società giuridicamente individuata, con sanzioni estremamente rilevanti da Euro 70.000 sino ad Euro 1.500.000 e con sanzioni interdittive della stessa attività; tali sanzioni non sono alternative alle eventuali sanzioni pecuniarie e penali a carico delle persone interessate quali il Datore di Lavoro e Dirigenti.

Inoltre, l'art. 30 del D.Lgs. 81/2008, a differenza del D.Lgs. 231/2001, si spinge nel merito degli elementi che devono caratterizzare il modello e ne definisce i requisiti:

  1. assicurare un sistema che consente all'azienda di adempiere alle prescrizioni legali (art. 30 c.1);
  2. assicurare la registrazione di tale effettuazione (art. 30 c.2);
  3. attribuire poteri e competenze tecniche necessarie per assicurare verifica, gestione e controllo del rischio (art. 30 c.3);
  4. mettere in piedi un sistema sanzionatorio per reprimere le violazioni al modello (art. 30 c.3);
  5. implementare un sistema di vigilanza idoneo a verificare l'efficacia delle procedure attuate (art. 30 c.4).

La nostra società intende affiancare tali funzioni o professionalità, anche interne alla organizzazione, per i reati relativi alla sicurezza ed in particolare attraverso la costruzioni e rielaborazione del modello organizzativo finalizzato alla gestione dei reati relativi alla sicurezza.

D.LGS. 231/2001 - LA RESPONSABILITA' DELLE IMPRESE E I MODELLI ORGANIZZATIVI
(Reati Societari in genere)

Il Modello Organizzativo D.Lgs. 231/2001 definisce la responsabilità delle aziende in caso di reati commessi da amministratori, dipendenti e collaboratori esterni dell' azienda stessa al fine di eliminare l'eventuale loro responsabilità oggettiva per i reati descritti dal decreto (quali per esempio, i delitti caratterizzati da una condotta fraudolenta ai danni dello Stato, la corruzione, la concussione, reati societari quali falso in bilancio, false comunicazioni sociali, reati relativi alla sicurezza dei lavoratori) e commessi da soggetti con funzioni di rappresentanza, amministrazione, di direzione e controllo e da soggetti loro sottoposti (per esempio, i dipendenti).

Star intende affiancare tali funzioni o professionalità, anche interne all' organizzazione, per i reati relativi alla salute e sicurezza ed in particolare attraverso la costruzione e rielaborazione del modello organizzativo finalizzato alla prevenzione di tali reati.

Il D. Lgs. n. 231 del 2001 ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la responsabilità di persone giuridiche, società ed associazioni, anche prive di personalità giuridica (qui di seguito, per brevità, semplicemente "società/ente"), per l'attività illecita derivante dalla commissione di alcuni reati, commessi a vantaggio e/o nell'interesse della società/ente, da parte di persone fisiche poste in posizione apicale, persone fisiche sottoposte all'altrui direzione e controllo e soggetti esterni che agiscono in nome e/o per conto della società/ente.

Secondo quanto previsto dal D.Lgs 231/2001, in caso di commissione di uno o pi? reati espressamente previsti dalla legge e di seguito elencati (i c.d. "reati presupposto"), ad opera di un soggetto appartenente al vertice aziendale, ovvero di un sottoposto o di un soggetto esterno alla società/ente, alla responsabilità penale dell'autore materiale del reato si aggiunge la responsabilità amministrativa della società/ente se, dalla commissione del reato o dei reati, la società/ente abbia tratto un vantaggio o un interesse. La responsabilità della società/ente è, invece, esclusa, se la persona fisica ha commesso il reato ad esclusivo interesse/vantaggio proprio o di terzi.

Allo stato attuale, i reati presi in considerazione dal D.Lgs. 231/2001 sono i seguenti:

  1. Reati commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sui luoghi di lavoro: omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime.
  2. Reati societari: false comunicazioni sociali; false comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori; falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione; impedito controllo; indebita restituzione dei conferimenti; illegale ripartizione degli utili e delle riserve; formazione fittizia del capitale; indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori; illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante; operazioni in pregiudizio dei creditori; illecita influenza sull'assemblea; aggiotaggio; ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza; omessa comunicazione del conflitto di interessi.
  3. Reati contro la pubblica amministrazione e contro il Patrimonio:
    1. (reati contro la Pubblica Amministrazione) concussione; corruzione per un atto d'ufficio; corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio; corruzione in atti giudiziari; corruzione di un incaricato di pubblico servizio; istigazione alla corruzione; peculato, concussione, corruzione e istigazione alla corruzione di membri degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di stati esteri; malversazione a danno dello Stato; indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
    2. (reati contro il patrimonio): truffa a danno dello Stato o di altro ente pubblico; truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche; frode informatica in danno dello stato o di altro ente pubblico.
  4. Reato di riciclaggio, ricettazione, impiego di denaro o di beni di provenienza illecita.
  5. Reati finanziari: abuso di informazioni privilegiate; manipolazione del mercato.
  6. Reati di terrorismo: tutti i delitti commessi con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico.
  7. Reati aventi carattere "transnazionale": associazione per delinquere; associazione di tipo mafioso; associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope; reati connessi al traffico di migranti.
  8. Reati contro la vita e l'incolumità individuale e contro la personalità individuale.
  9. Reati contro la fede pubblica: falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate.
  10. Reati informatici

Il modello organizzativo deve obbligatoriamente prevedere:

  1. l'individuazione delle attività della società nel cui ambito possono essere commessi i reati (cioè, di fatto, la "mappatura" delle attività della società maggiormente a rischio di commissione dei reati indicati nel D.Lgs. 231/01);
  2. la redazione di principi di comportamento (il c.d. "Codice Etico o di Comportamento"), costituente l'indirizzo generale nell'ambito del quale devono svolgersi le attività aziendali (cioè, di fatto, la stesura di norme interne che definiscono il modo nel quale devono agire coloro che operano nell'ambito della società, al fine di non incorrere nelle sanzioni previste);
  3. la previsione di specifici protocolli interni diretti a disciplinare la formazione e l'attuazione delle decisioni della società in relazione ai reati da prevenire (cioè, di fatto, la stesura di procedure interne disciplinanti in concreto le modalità attraverso le quali le decisioni devono essere assunte ed attuate);
  4. la previsione di flussi informativi verso e dall'Organo di Vigilanza (cioè, di fatto, l'indicazione dettagliata e la tempistica delle informazioni che devono essere comunicate verso e dall'Organismo di Vigilanza);
  5. l'introduzione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello (cioè, di fatto, un complesso di sanzioni che devono essere proporzionate alla violazione delle regole e procedure contenute nel modello organizzativo e gestionale e nel Codice di Comportamento).